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Termine di derivazione filosofica (Immanuel Kant chiamò così la sua filosofia trascendentale), ma che in senso generico indica qualunque campo d'appello alla ragione per definire comportamenti o convinzioni. Nell'architettura e nel design del XX secolo, tuttavia, questo vocabolo ha finito col descrivere ogni atteggiamento progettuale mirante a 'razionalizzare' la costruzione o il prodotto, spogliandolo di ogni formalismo o decorazione superflua e sottoponendolo invece a una analisi rigorosa della sua struttura tecnica e delle sue funzioni pratiche, sociali e culturali. In architettura e nel design il Razionalismo prende le mosse dalla 'estetica della macchina' proclamata dai futuristi italiani e sviluppata in seguito nel dibattito sul funzionalismo. Secondo tale prospettiva, il progetto doveva rispondere agli stessi criteri oggettivi, verificabili su cui si fonda la tecnica moderna. Per Gropius la portata del concetto era tuttavia più ampia. A suo avviso, l'architettura moderna corrisponde 'alla civiltà dell'età in cui viviamo, che è una civiltà tecnica', e su ciò si fonda la sua razionalità. Tuttavia, egli aggiungeva, 'l'idea della razionalità, che molti affermano essere la caratteristica preminente dell'architettura nuova, è soltanto la sua funzione purificatrice'. La nascita del Razionalismo italiano è indicata da qualcuno nel 1926, anno della formazione del Gruppo 7 (S. Larco, G. Frette, C.E. Rava, L. Figini, G. Pollini, G. Terragni, A. Libera) che sulla rivista 'La rassegna italiana' scrivevano: 'La nuova architettura, la vera architettura, deve risultare da una stretta aderenza alla logica, alla razionalità'. Il passaggio del concetto di Razionalismo dall'architettura al disegno industriale, avvenne però, nel nostro paese, gradualmente, attraverso le Triennali di Milano degli anni Trenta, nelle quali la presenza di un folto gruppo di architetti razionalisti favorì l'esposizione di arredi e oggetti caratterizzati dall'uso di materiali nuovi, soprattutto metallici, e da una crescente attenzione al rapporto con la produzione industriale. Nel secondo dopoguerra, il Razionalismo è diventato la divisa del design italiano, in evidente corrispondenza con la radicale ristrutturazione dell'industria nazionale; ma il termine è poi scaduto sempre più nella genericità, man mano che il modello razionalista si trasformava in una moda. Ciò nonostante, molti architetti e designer, continuano a proclamarsi 'razionalisti' pur cercando di adattare il concetto alle nuove realtà culturali del nostro tempo. (M.V.)

fonte: Anty Pansera (a cura di) Dizionario del design italiano. Cantini Editore, 1995
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