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Definizione sotto la quale si possono raccogliere alcuni prodotti del disegno industriale italiano che si distinguono per l'ironica enfatizzazione, per il gigantismo, la macroscopicità e la deformata in usualità delle dimensioni, i curiosi materiali, il pneu in particolare. Nasce come diretta o quasi derivazione dell'atmosfera che la Biennale di Venezia aveva proposto nel 1964 e nel più generalizzato clima di una cultura 'pop' che caratterizzò quegli anni. In questa linea rientra una serie di pezzi disegnati da De Pas, D'Urbino, Lomazzi come la poltrona Blow (Zanotta, 1967) gonfiabile e il guantone sedile Joe (Poltronova, 1970) in poliuretano espanso preformato, rivestito in pelle, il cui nome ricordava Joe di Maggio, indimenticato campione di baseball americano. Di G. Pesce, invece, la lampada Moloch (1971), razionalista ma riproposta in dimensioni abnormi, e la dormeuse autogonfiabile a forma di piede (1971). Di Gatti-Paolini-Teodoro l'informale poltrona Sacco (1970) riempita di milioni di palline il polistirolo espanso, una seduta autogestibile nella sua disponibilità di forme che risponde anche all'esigenza di atteggiamenti più liberi. Le ampilificazioni e le ipertrofie popist coniugate con anticipatrici tensione ecologiche, caratterizzano i Multipli, pezzi in poliuretano espanso prodotti in piccola serie (1968) da Gufram, nell'intenzione di superare il concetto di unicità di prodotto artistico e nella ricerca, all'interno del rapporto di produzione, di un nuovo senso culturale e sociale dell'attività creativa. (A.P.)

fonte: Anty Pansera (a cura di) Dizionario del design italiano. Cantini Editore, 1995
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