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Movimento italiano dei primi anni Sessanta di reazione al Razionalismo. Rappresenta la prima delle mode linguistiche che, in un susseguirsi di richiami e citazioni 'colte' o 'popolari' alle arti figurative e alle esperienze del passata, si susseguiranno in Italia dal secondo dopoguerra. Anche alcuni designer utilizzano questo linguaggio: quelli milanesi motivarono ideologicamente questo recupero di valori borghesi della classe al potere come 'ironica contestazione' delle forme díuso. Le forme passarono così, per citare G. Dorfles, 'da un'era di geometricità rettangolistica ad una di sinuosità enveloppante'. In questo contesto si possono inserire emblematicamente la poltrona di legno Cavour - Compasso d'Oro 1960 - disegnata da Gregotti, Menghetti, Stoppino; la poltrona Sanluca (1960) e lo spillatore Spinamatic (1964) dei fratelli Castiglioni; la poltrona a dondolo Sgrasul (1962) di Gae Aulenti; la poltrona 4801-4811 a elementi curvati in legno compensato uniti a secco (1965) di Joe Colombo. Sostenuta da Casabella, questa tendenza fu attaccata, soprattutto nella sua accezione architettonica, da numerosi critici, da B. Zevi a Rayner Banham (che arriverà a denunciare dalle pagine di 'Architectural Review' la 'ritirata italiana dal Movimento Moderno'). (A.P.)

fonte: Anty Pansera (a cura di) Dizionario del design italiano. Cantini Editore, 1995
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