Ricerca nel sito
Termine tedesco di oscura etimologia e intraducibile e in altre lingue, che rinvia a un generico concetto di 'cattivo gusto'. Gli studi di U. Eco e G. Dorfles hanno però messo in luce le caratteristiche storiche del fenomeno, che appare tipico di una società di massa nella quale i più autentici valori culturali (artistici, letterari, musicali e così via) sono sottoposti a un consumo che li svuota di significato. Ciò che conta è solo 'la provocazione dell'effetto' (Eco), molto apprezzata da chi crede che 'dall'arte si debbano trarre solo impressioni gradevoli, piacevoli, zuccherate' (Dorfles). Perciò, secondo H. Broch, il Kitsch non potrebbe 'nè sorgere nè prosperare se l'Uomo del Kitsch, l'amatore del Kitsch, colui che come produttore d'arte produce il Kitsch e come consumatore d'arte è disposto ad acquistarlo e perfino a pagarlo assai bene'. Si tende quindi a collocare il Kitsch soprattutto all'interno di un Midcult, o cultura media, che ritiene di distinguersi ricorrendo a oggetti appartenenti alla cultura alta, senza comprenderne la reale sostanza culturale ed estetica. Tipici esempi del Kitsch saranno allora certi monumenti funerari, le architetture medioevali, orientali o classiche ricostruite nelle moderne città americane, i souvenir turistici, le riproduzioni di opere díarte famose del tutto avulse dal contesto originale, l'imitazione di comportamenti amplificati dai mezzi di comunicazione di massa e così via. Nel settore del design, il fenomeno del Kitsch insorge quando una soluzione progettuale diventa dapprima di moda e poi si consuma nella produzione di massa fino a perdere ogni reale valenza estetica. (M.V.)

fonte: Anty Pansera (a cura di) Dizionario del design italiano. Cantini Editore, 1995
Valid XHTML 1.0! Valid CSS! RSS Linkomm Customizer