Termine inglese, per certi versi intraducibile, che tende a definire una disciplina il cui principale carattere è individuabile nella 'serialità' fondata su un lavoro d'èquipe il cui momento di sintesi è rappresentato dal designer. Questo anglicismo si è diffuso, cosÏ come industrial design al posto di disegno industriale perchè non corrisponde al nostro 'disegno' (= 'rappresentazione grafica di oggetti della realtà o dell'immaginazione, di luoghi, di figure geometriche, ecc. fatta con o senza intento d'arte' come recita la voce 'disegno' nel Dizionario Enciclopedico Italiano Treccani) - che si tradurrebbe in inglese con drawing - ma a 'progettazione', cioè 'ideazione di qualche cosa e studio delle possibilità e modi di eseguirla'. E per 'disegno industriale' si intende, di solito, la progettazione di oggetti fabbricati industrialmente, cioè tramite macchine e in serie. numerosissime le definizioni che ne sono state date. Qui ricordiamo quella di G.C. Argan in occasione del suo intervento presso il I Congresso Internazionale organizzato a Milano in concomitanza con la X Triennale, 1954, che pone il design 'in rapporto con le ricerche dirette dal Cubismo in poi trasferire il valore artistico della rappresentazione alla presentazione dellíoggetto, e dello spazio di rappresentazione (contemplazione dell'oggetto) allo spazio della funzione (incontro con l'oggetto)'. (A.P.)
fonte: Anty Pansera (a cura di) Dizionario del design italiano. Cantini Editore, 1995