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Nel linguaggio filosofico il termine designa un modello ideale e normativo (archè in greco significa 'principio' oltre che 'governo'), che non si concretizza quindi in un oggetto o in un comportamento reali. Nel disegno industriale andrebbe perciò a rigore usato solo per indicare la fase più concettuale della progettazione, dalla quale non deriveranno prodotti, ma solo, per líappunto, modelli indicativi. Tale è il caso, per esempio, delle concept car, progetti nei quali si studiano le caratteristiche generali (tecniche e formali) di una vettura non ancora definita in una tipologia precisa; ma anche nel campo del fashion design si va affermando la tendenza a studiare linee di abbigliamento partendo da studi ìarchetipiciî, ossia destinati a dare indicazioni di carattere generale. Esso viene tuttavia a volte utilizzato per indicare un prodotto realizzato, dal quale sono derivati un gusto, una tendenza, un modello progettuale cui si sono ispirati, nel tempo, progettisti e produttori diversi. Nel primo caso il termine archetipo non va perciÚ confuso con quello di prototipo; nel secondo puÚ essere considerato sinonimo di questíultimo. (M.V.)

fonte: Anty Pansera (a cura di) Dizionario del design italiano. Cantini Editore, 1995
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